Provincia di Vibo Valentia, il Consiglio critica la Manovra del Governo che non presenta provvedimenti a favore dell’Ente

Il presidente, Salvatore Solano, assegna le deleghe ai consiglieri 

«Nella Manovra finanziaria in via di approvazione da parte del Governo gialloverde (Movimento 5 Stelle - Lega) non risulta, ad oggi, l’inserimento dell’emendamento che darebbe, finalmente, l’opportunità alla Provincia di Vibo Valentia di uscire dal dissesto. Questo mi amareggia molto, anche perché autorevoli rappresentanti dell’esecutivo nazionale ci avevano dato rassicurazioni al riguardo». Queste le dichiarazioni con le quali il presidente della Provincia di Vibo Valentia, Salvatore Solano, ha aperto la seduta del Consiglio provinciale del 28 dicembre scorso. Affermazioni che hanno segnato il dibattito in aula, facendo passare gli argomenti all’ordine del giorno in secondo piano.

«Sono amareggiato e dispiaciuto - ha ribadito e, quindi, spiegato il presidente Solano - in quanto la Provincia di Vibo non ha chiesto soldi a Roma. Ma bensì l’opportunità normativa di ripianare il disavanzo e approvare, quindi, il bilancio riequilibrato. Vorrei sottolineare - ha aggiunto Solano - che è stato compiuto un vero e proprio virtuosismo amministrativo, in quanto le entrate dell’Ente, ormai, sono superiori alle spese. Noi, di più non potevamo fare. Che il Governo nazionale si assuma, pertanto, le proprie responsabilità e decida di darci l’opportunità di amministrare questa realtà provinciale. Ripeto: lo può fare a costo zero, con una semplice disposizione normativa. Ma deve farlo subito, altrimenti a pagare saranno - come accade da anni - i cittadini e i lavoratori di questo territorio». 

 

Affermazioni - quest’ultime - fatte proprie da tutto il Consiglio. E rafforzate dal consigliere di maggioranza, Giuseppe Muratore, che ha proposto: «La convocazione di un Consiglio provinciale aperto, dove far intervenire in primis i rappresentanti parlamentari vibonesi che fanno riferimento alla maggioranza governativa nazionale gialloverde». Proposta condivisa anche dalla minoranza consiliare che si è espressa positivamente in merito per bocca di Antonio Carchedi. A rincarare la dose delle critiche al Governo ci ha pensato anche il consigliere, Giuseppe Policaro, che ha messo in luce come «senza il supporto governativo sarà impossibile dare impulso all’azione amministrativa dell’Ente e, quindi, del Vibonese».

 

Il Consiglio è passato, poi, a discutere i punti all’ordine del giorno. Ad illustrarli sotto l’aspetto giuridico-amministrativo ed economico-finanziario sono stati il segretario generale dell’Ente, Mario Ientile, e la responsabile della microstruttura provinciale “Affari finanziari”, Caterina Gambino.  

L’assise provinciale, alla quale risultavano presenti per la maggioranza Domenico Anello, Maria Rosaria La Grotta, Antonio Zinnà, Giuseppe Muratore e Giuseppe Policaro, e per la minoranza Maria Francesca Pascale, Gregorio Profiti e Antonio Carchedi (assenti soltanto i consiglieri Maria Fiorillo e Carmine Mangiardi), ha ratificato a maggioranza tutti i punti dibattuti. I punti all’ordine del giorno approvati sono stati i seguenti:

Verbale di chiusura dell'esercizio finanziario 2017 (Punto approvato dalla maggioranza consiliare. La minoranza ha votato contro);

Allineamento previsioni di bilancio provvisorio a ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato 2018 in fase di redazione (Approvato dalla maggioranza consiliare. La minoranza si è astenuta);

Riconoscimento debiti fuori bilancio e piano finanziario di copertura (Approvati dalla maggioranza consiliare. La minoranza si è astenuta per i debiti riconosciuti attraverso sentenze di natura giuridica e ha votato contro il riconoscimento di tutte le altre situazioni debitorie);

Approvazione Regolamento per la rateizzazione o la compensazione dei tributi provinciali e degli schemi di domanda di concessione (Approvato all’unanimità dal Consiglio);

Ricognizione periodica e dismissione delle partecipazioni pubbliche (Dismissioni approvate dalla maggioranza. La minoranza si è astenuta dalla votazione).

L’approvazione di quest’ultimo punto all’ordine del giorno ha ratificato la dismissione delle quote partecipative della Provincia di Vibo dai seguenti Enti:

Banca Popolare delle Province calabre;

P.I.B.E. - Piattaforma Integrata Bioreflui Ed Energia S.r.l.;

Istituto Scolastico “Bernardino Telesio” S.r.l.;

Centro Europeo d'Impresa e Innovazione, Calabria - Eurobic S.C.P.A.

Un discorso a parte è stato fatto per “Vibo Sviluppo (Società responsabile dei Patti territoriali). Il Consiglio provinciale le ha concesso un differimento di 90 giorni dell’iter di avvio della dismissione. «Poiché la società ha un contenzioso con il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) per il potenziale impiego di 6,5 milioni di euro», - ha reso noto, al riguardo, il presidente Solano. «Se in 90 giorni Vibo Sviluppo non troverà l’intesa con il MISE, attraverso un accordo transattivo senza alcun onere finanziario per la Provincia di Vibo, la delibera del Consiglio provinciale diverrà efficace e si darà avvio al processo di dismissione delle quote».

 

Il presidente della Provincia di Vibo Valentia ha, infine, ritenuto opportuno «al fine di garantire un migliore andamento dell’azione amministrativa» affidare ai Consiglieri provinciali di maggioranza specifiche deleghe

In virtù di tale provvedimento amministrativo, a coadiuvare il presidente, Salvatore Solano, (che ha comunque tenuto per sé le deleghe ai Lavori pubblici, alla Cultura e alle Politiche sociali) saranno:

Giuseppe Policaro - Vice presidente con delega al Personale, al Bilancio, alla Programmazione e alle Politiche Comunitarie;

Giuseppe Muratore - Avvocatura e Contenzioso, Gestione e Valorizzazione del Patrimonio e Affari Generali;

Domenico Anello -Viabilità, Edilizia Scolastica e Urbanistica;

Antonio Zinnà - Ambiente, Protezione Civile e Tutela Ambientale;

Maria Rosaria La Grotta - Pari Opportunità, Trasporti Pubblici e Pubblica Istruzione.

 

Pasquale Petrolo

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