Il presidente della Provincia di Vibo Valentia, Salvatore Solano, ricevuto da Papa Francesco nel corso dell’udienza riservata all’Unione delle Province d’Italia

Durante l'incontro il Pontefice ha evidenziato l’importanza delle Province per la sicurezza di strade, scuole e ambiente

«Sono il presidente della Provincia più piccola, più bella e più povera».  Queste le parole proferite, al cospetto di Papa Francesco, dal presidente della Provincia di Vibo, Salvatore Solano. Parole espresse con emozione, alle quali il Santo Padre ha risposto in maniera amorevole con il suo radioso sorriso: «E tu sei il più bravo».

 

L’incontro con il Papa ha segnato profondamente il presidente della Provincia di Vibo Valentia, recatosi in udienza, in Vaticano, con i presidenti dell’Unione Province d’Italia (UPI).

Solano, ancora con il cuore in gola, racconta di «aver provato una gioia infinita», in quei pochi attimi che gli sono parsi interminabili. «Dialogare e stringere la mano al Papa mi ha suscitato un’emozione indescrivibile - ha aggiunto -, desideravo da tempo incontrarlo e il mio sogno si è avverato». Per quanto concerne gli aspetti attinenti ad una sfera più intima, il giovane amministratore vibonese si è lasciato sfuggire soltanto: «Qualcosa ci siamo detti, ma io, gelosamente, la custodirò per me».      

 

Nel corso dell’udienza agli amministratori delle Province d’Italia - introdotta dal presidente nazionale dell’UPI, Michele De Pascale - Papa Bergoglio ha, quindi, evidenziato il ruolo fondamentale delle Province per la sicurezza di strade, scuole e ambiente.

«Le Province nascono dall’aggregazione di territori con un tessuto storico e culturale omogeneo, che ne spiega la longevità e l’idoneità a rappresentare un necessario polo amministrativo, pur nel mutare delle caratteristiche, dei poteri specifici e anche delle diverse modalità di scelta dei suoi amministratori. Esse - ha evidenziato il Pontefice - promuovendo la tutela delle istanze locali presso il Governo, il Parlamento e le forze economiche e sociali, costituiscono un elemento di raccordo e di stimolo per una più incisiva azione a favore dei bisogni più avvertiti dalle comunità locali».

Il Santo Padre, nel sottolineare le funzioni importantissime e indispensabili che svolgono gli Enti intermedi, ha messo in risalto anche le notevoli responsabilità a cui sono chiamati i presidenti:

«Voi ben sapete la rilevanza che assume per il bene comune l’implementazione di progetti e di politiche che, anziché favorire l’abbandono o il saccheggio del territorio, sono finalizzate a una sua attenta cura e a metterne in luce potenzialità e specifiche caratteristiche, senza tuttavia dare il via a stravolgimenti ambientali o allo sfruttamento indiscriminato di risorse paesaggistiche e storico-ambientali. Voi ben conoscete l’importanza di scuole e strade sicure per il regolare procedere della vita civile e come indispensabile sfondo di ogni ordinato sviluppo. Voi conoscete quanto consistente possa essere il risparmio e il conseguente vantaggio economico per una comunità se essa trova la saggezza di investire denaro e risorse umane per prevenire dissesti, disfunzioni e degrado. Non posso perciò che augurare a tutti voi  - ha affermato nelle parte finale del suo discorso Papa Francesco - di proseguire con coraggio e determinazione nel vostro lavoro, in modo da fare delle Province un presidio e un centro propulsore di una mentalità che sappia porsi l’obiettivo di uno sviluppo veramente sostenibile, inserendosi in armonia nell’immensa rete di relazioni e di realizzazioni create dalla natura, dalla storia, dal lavoro e dall’ingegno delle generazioni che ci hanno preceduto».

 

Pasquale Petrolo

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